Addio ad Arnaldo Pomodoro, pioniere della scultura contemporanea: un’armonia di perfezione ed erosione

L’artista delle “Sfere con Sfera” si è spento a 98 anni: il suo lavoro continua a ispirare il mondo con forme che raccontano la tensione tra armonia e disgregazione

Il 22 giugno 2025, nella sua residenza milanese, si è spento Arnaldo Pomodoro, uno degli scultori italiani più influenti del XX e XXI secolo, alla vigilia del suo 99° compleanno. Nato il 23 giugno 1926 a Morciano di Romagna, Pomodoro iniziò la carriera come geometra e orefice, per poi dedicarsi con passione alla scultura, ispirato anche dall’impatto emotivo del “Guernica” di Picasso.
Il suo linguaggio artistico si basa su un contrasto potente: superfici geometriche perfette – spesso bronzo lucido – incise da rotture, fratture e meccanismi interni. Tra le creazioni più celebri figurano le monumentali “Sfera con Sfera”, opere simboliche installate in luoghi iconici come il Cortile della Pigna nei Musei Vaticani, le Nazioni Unite a New York e il Museo Hirshhorn di Washington. In esse, Pomodoro esplora temi universali: distruzione e rinascita, perfezione e fragilità, comunicando una tensione esistenziale che interroga lo spettatore.
L’artista ha iniziato a sperimentare con le sfere alla fine degli anni ’60: nel 1966 una sua grande sfera fu scelta per l’Expo di Montreal – poi collocata davanti alla Farnesina – segnando l’avvicinamento al linguaggio monumentale. Nel corso degli anni ha realizzato anche obelischi (come “Lancia di luce” a Terni), dischi, coni e installazioni ambientali – tra cui il labirinto milanese del 2011 – che riflettono la sua ricerca di armonia tra architettura, paesaggio e memoria.

La sua eredità non si limita alle opere in spazi pubblici. Nel 1995 fondò la Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, un centro di ricerca, archiviazione e diffusione dell’arte contemporanea. Qui continua il dialogo tra la sua poetica e nuove generazioni di artisti attraverso mostre, workshop educativi e il Catalogo Raisonné. Collaborazioni con partner come Fendi e Tenute Lunelli hanno rafforzato la missione della Fondazione, con iniziative di valorizzazione culturale e digitale.
Riconosciuto con premi prestigiosi – Biennali di San Paolo e Venezia, Carnegie International, Praemium Imperiale – e insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce nel 1996, Pomodoro ha anche insegnato in università americane quali Stanford, Berkeley e Mills College.
Con la sua scomparsa, l’arte contemporanea perde un interprete profondo e sperimentale. Il suo lascito – fatto di tensione tra l’esterno perfetto e l’interno complesso – resta un messaggio potente: la bellezza nasce spesso dal contrasto, dalla frattura e dalla riflessione. Le sue opere continueranno a dialogare con spazi urbani e menti future, mantenendo vivo lo spirito di un artista che ha fatto della rottura una forma di rinascita.

Chiara Mattavelli