
Dal 18 al 20 giugno 2025, Copenhagen ha ospitato una delle mostre più significative del 3 Days of Design: Proof of Concept – Connect. Allestita nello spazio storico di Strandgade 22, nel quartiere Christianshavn, l’esposizione ha proposto una visione alternativa del design contemporaneo, focalizzandosi non sul prodotto finale, ma sul percorso che porta alla sua realizzazione.
Dopo il successo della prima edizione al London Design Festival 2024, Proof of Concept è arrivata in Danimarca con un approccio ancora più intimo e materico. L’attenzione si è concentrata su progetti di arredo, illuminazione, ceramica, vetro e micro-architettura, tutti accomunati da un’impostazione sperimentale, artigianale e profondamente umana. Visitatori e addetti ai lavori hanno potuto osservare schizzi, prototipi, prove materiali e appunti, esposti accanto agli oggetti finiti. Una narrazione coinvolgente, che ha mostrato come il vero design nasca dal processo, più che dalla perfezione.
Tra le opere più apprezzate vi è stata RE:LOUNGE, una lounge chair modulare firmata da Ernst / Bartholin Jensen in collaborazione con COZMO, evoluzione di un progetto concepito oltre vent’anni fa. Il designer Hugo Passos ha invece presentato Banco, panca in rovere scolpito, passata da istinto creativo a prodotto rifinito con Fritz Hansen. Anche l’architettura ha avuto spazio con Alt Studios, che ha mostrato il progetto Glen Aray TRS, trasformazione poetica di una stazione telefonica dismessa nelle Highlands scozzesi in un rifugio off-grid.
Molti progetti hanno esemplificato il tema della connessione. La lampada Obi di SmithMatthias, ispirata ai candeliere da camera, ha proposto un design circolare, minimale e durevole. Le luci Droop di Juhl & Lange hanno esplorato l’incontro tra struttura industriale e morbidezza tessile. Il duo Payne & Stubbs ha presentato Meld, una collezione di specchi e lampade in vetro soffiato e ceramica, sviluppata interamente senza rendering digitali.
Anche le forme più semplici hanno raccontato storie complesse. Il prototipo Canter di David Irwin, sgabello impilabile in tre pezzi di legno curvato, è nato da mesi di prove in laboratorio. Il progetto Torii di Atelier Thirty Four, uno sgabello in legno con giunzioni a vista, ha messo in luce l’artigianalità come valore visibile e tangibile.
Con Proof of Concept, il design si è mostrato nel suo stadio più fragile e autentico: quello della sperimentazione. Lontano dai riflettori del prodotto finito, ha celebrato gli errori, i ripensamenti e le piccole intuizioni che fanno davvero la differenza. Un’occasione preziosa per riflettere su come la bellezza nasca spesso nei passaggi intermedi, tra schizzo e materia.
INFO/PHOTO COURTESY: Charlotte Strudwick – PR & Communications