Paesaggi dell’Immaginario: la materia diventa memoria nell’arte di Giuliano Cataldo Giancotti

Alla Galleria d’Arte Quadrifoglio di Rho, la nuova mostra personale dell’artista/scultore Giuliano Cataldo Giancotti trasforma il ferro in segno poetico: un viaggio tra scultura, paesaggio e memoria che invita lo spettatore a esplorare i confini tra reale e immaginario

La personale intitolata Paesaggi dell’Immaginario” dell’artista/scultore Giuliano Cataldo Giancotti, ospitata presso la Galleria d’Arte Quadrifoglio di Rho (MI), rappresenta un’importante tappa nella ricerca espressiva dell’artista: un viaggio che, partendo dalla materia — il ferro — conduce alla memoria, all’evocazione di luoghi sospesi tra reale e immaginario.
Giancotti, nato a Berna nel 1990 e diplomatosi con lode in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, vive e lavora tra Milano e Bergamo. La sua ricerca nasce da un dialogo costante con la materia, in particolare con il ferro, materiale che nella sua poetica perde la connotazione industriale per trasformarsi in linguaggio, segno, memoria. In “Paesaggi dell’Immaginario”, il ferro diventa una linea narrativa capace di definire orizzonti e profili mentali, evocando architetture interiori e paesaggi sospesi tra sogno e concretezza.
La mostra, inaugurata il 25 ottobre 2025, propone un percorso visivo e sensoriale dove ogni opera dialoga con lo spazio espositivo in modo intimo e meditativo. Le sculture di Giancotti non rappresentano paesaggi reali, ma visioni interiori, mappe della memoria che si compongono di tracce, vuoti e pieni. Ogni linea di ferro diventa racconto: un gesto essenziale che unisce rigore formale e sensibilità poetica.

Galleria immagini

Nel progetto espositivo ideato per la Galleria Quadrifoglio, l’artista invita lo spettatore a un’esperienza contemplativa. Il paesaggio, ridotto alla sua essenza, non è più una semplice rappresentazione ma una soglia di percezione, un frammento di memoria collettiva che si rigenera attraverso lo sguardo di chi osserva. La materia diventa memoria, e la memoria si fa spazio.
L’arte di Giancotti si muove in una dimensione sospesa, in bilico tra scultura e disegno, tra forma e assenza. Il ferro, elemento apparentemente rigido e freddo, nelle sue mani acquista una leggerezza inattesa, diventando linea poetica, traccia, respiro. I paesaggi dell’immaginario nascono così da una sintesi di forza e fragilità, di materia e spirito.
La mostra si conferma come un’occasione preziosa per avvicinarsi a una forma d’arte che parla di memoria, identità e trasformazione. Giancotti invita a rallentare, a guardare oltre la superficie delle cose, a riconoscere nei materiali più umili una possibilità di trascendenza.
Fino al 29 novembre 2025, le sale della galleria ospitano un percorso fatto di segni e silenzi, di luce e ombra, in cui ogni opera è una soglia da attraversare. Un invito a fermarsi, osservare, ricordare: perché nei “Paesaggi dell’Immaginario” di Giuliano Giancotti, la materia diventa davvero memoria.

INFO/PHOTO COURTESY: Giuliano Cataldo Giancotti

Chiara Mattavelli